
Per anni la risposta è stata scontata: sì, ovviamente.
Oggi, nel 2026, la domanda è tornata legittima. Social network, marketplace, app, intelligenza artificiale e piattaforme “all-in-one” hanno messo in discussione il ruolo tradizionale del sito web. Ma la vera risposta non è un semplice sì o no. Dipende da come e perché lo si usa.
Perché molti pensano che il sito web non serva più
1. I social sembrano fare tutto
Instagram, TikTok, LinkedIn e simili permettono di:
- raccontare un brand,
- vendere prodotti,
- acquisire contatti,
- comunicare in tempo reale.
Per molte realtà, soprattutto piccole, il sito appare superfluo rispetto alla velocità e alla visibilità dei social.
2. Le piattaforme terze sono più semplici
Marketplace, tool di booking, landing automatiche e soluzioni no-code promettono:
- costi ridotti,
- zero manutenzione,
- risultati rapidi.
Il sito, al confronto, sembra lento, costoso e complesso.
3. L’AI riduce il traffico diretto
Nel 2026 molti utenti ottengono risposte senza visitare siti: assistenti AI, search generativa e chatbot sintetizzano contenuti, riducendo i clic. Questo fa pensare che “il sito non venga più visitato”.
Perché il sito web è ancora centrale (se ripensato)
1. Il sito è l’unico spazio che possiedi davvero
Social e piattaforme non sono tuoi:
- cambiano algoritmo,
- cambiano regole,
- possono chiuderti l’account.
Il sito web resta l’unico ambiente completamente sotto il tuo controllo, dove contenuti, dati e identità non dipendono da terzi.
👉 Nel 2026 questo è più un tema di sovranità digitale che di tecnologia.
2. È il cuore dell’identità del brand
Un sito non è più una vetrina, ma:
- un manifesto,
- un sistema di valori,
- un’esperienza coerente.
I social raccontano pezzi.
Il sito dà senso all’insieme.
3. È il punto di convergenza di tutto
Nel 2026 il sito funziona come:
- hub dei contenuti,
- archivio autorevole,
- base per SEO, AI, newsletter, CRM.
Social, ADV, AI, QR, eventi fisici: tutto porta lì.
4. È fondamentale per l’AI e la search del futuro
Gli assistenti AI non “inventano”:
si nutrono di fonti affidabili, strutturate e aggiornate.
Un sito ben fatto:
- alimenta motori di ricerca e AI,
- definisce come il tuo brand viene citato,
- evita che la tua voce venga distorta o ignorata.
👉 Nel 2026 il sito è meno per gli utenti e più per gli intermediari intelligenti.
Quando NON ha senso avere un sito
Essere onesti è fondamentale.
Un sito non serve se:
- è statico e non aggiornato,
- esiste solo “perché bisogna averlo”,
- non ha uno scopo chiaro,
- non dialoga con il resto dell’ecosistema digitale.
In questi casi è solo rumore.
Che tipo di sito ha senso nel 2026
Il sito del 2026 non è:
- un catalogo infinito,
- una copia dei social,
- un PDF online.
È invece:
- snello,
- veloce,
- orientato all’esperienza,
- pensato per persone e AI.
Con:
- contenuti chiari,
- architettura solida,
- linguaggio umano,
- obiettivi misurabili.
La vera domanda da farsi
La domanda giusta non è:
“Ha ancora senso avere un sito web?”
Ma:
“Che ruolo deve avere il mio sito nel mio ecosistema digitale?”
Nel 2026 il sito non è morto.
È semplicemente diventato più strategico.
Meno vetrina.
Più cervello.